Progetto Formi@amoci – Patronato INAPI: un percorso di formazione e innovazione per una consulenza sempre più qualificata
11 novembre 2025
Garantire il massimo livello di competenza e conoscenza all’utenza è da sempre una priorità del Patronato INAPI. Rispondere in modo chiaro e puntuale a questioni che incidono profondamente sulla vita dei cittadini — dalla materia pensionistica alle tutele sanitarie, fino ai diritti più complessi in un quadro normativo in continua evoluzione — è il cuore della missione.
Con questo obiettivo è partita la prima tappa del progetto Formi@amoci, promosso dal Dipartimento Formazione del Patronato INAPI in collaborazione con la Direzione Nazionale. L’iniziativa rappresenta un passo fondamentale per consolidare le competenze della rete degli operatori, rafforzare la qualità del servizio e incentivare la cultura della collaborazione istituzionale.
La giornata formativa si è svolta nella suggestiva cornice della Domus Augusta di Roma, dove i lavori si sono concentrati su due temi chiave che, come sottolineato dal Presidente Nazionale Giuseppe De Luca, incideranno profondamente sull’attività futura del Patronato. Non si tratta solo di aggiornare conoscenze e procedure: è richiesto un vero e proprio ripensamento dell’attività ordinaria, per rendere il servizio sempre più efficace e orientato al cittadino.
Premiare la qualità, non la quantità: questo è il principio guida di INAPI, ricordato da Giuseppe Bonura, che ha ribadito come ogni iniziativa dell’Ente sia finalizzata a valorizzare le competenze, promuovere la crescita professionale degli operatori e garantire servizi di eccellenza.
Anche il Presidente della Fe.N.A.P.I., Carmelo Satta, ha portato i saluti della Confederazione, sottolineando come il confronto con le istituzioni rappresenti la chiave del successo. «Abbiamo sempre cercato il dialogo con gli istituti erogatori di prestazioni: lo abbiamo fatto con il CAF, incontrando i responsabili dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, e lo facciamo oggi con l’INPS. Il confronto è sempre utile e costruttivo», ha dichiarato il Presidente.
Il Responsabile Nazionale della Formazione, Domenico Cosentino, ha evidenziato come questi momenti rappresentino un’occasione unica per aggiornare le competenze della rete INAPI e per consolidare lo spirito di collaborazione tra Patronati e INPS, indispensabile per affrontare le sfide sempre più complesse della consulenza previdenziale e sociale.
L’invito alla collaborazione è stato ribadito da Filippo Bonanni, Direttore Centrale INPS – Direzione Centrale Malattia e Disabilità, e da Paola Durzo, responsabile INPS dei rapporti e delle sinergie con gli enti istituzionali. Entrambi hanno sottolineato come l’introduzione di nuovi sistemi di certificazione delle procedure non solo valorizzi il ruolo degli operatori dei Patronati, ma rafforzi anche la funzione consulenziale che essi svolgono quotidianamente a favore dei cittadini.
La platea ha seguito con grande interesse gli interventi di Giovanna Del Mondo, dirigente INPS responsabile del processo informatico, e dei funzionari Edmondo Salinaro, Lorenzo Leoncini, Nicola Angeli, Francesco Mele e Nicolina d’Occhio, che hanno illustrato in maniera chiara e professionale le novità della riforma disabilità e del mandato digitale, spiegando come questi strumenti innovativi semplifichino il lavoro degli operatori e migliorino l’esperienza dei cittadini.
Oltre alla formazione tecnica, il progetto Formi@amoci mira a creare una rete di operatori territoriali capaci di agire come consulenti esperti in previdenza e welfare, pronti a guidare i cittadini con competenza, sicurezza e attenzione ai loro diritti. La costruzione di questa rete rappresenta un investimento strategico per il futuro del Patronato, ponendo al centro la qualità del servizio e l’innovazione.
Questa prima tappa è solo l’inizio di un percorso ambizioso, che proseguirà con ulteriori sessioni di formazione e momenti di confronto, consolidando le competenze degli operatori e rafforzando la collaborazione con gli enti istituzionali. Il progetto Formi@amoci si conferma così un esempio concreto di come formazione, innovazione e dialogo possano trasformarsi in strumenti preziosi per migliorare la vita dei cittadini.

























