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FENAPI lancia la sfida per il futuro: verso “FENAPI GROUP”. 

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FENAPI lancia la sfida per il futuro: verso “FENAPI GROUP”. 

Satta e De Luca: «Oltre l’individualità per riscrivere la rappresentanza in Italia»

ROMA – Si è aperto presso l’A. Roma Lifestyle Hotel il XVI Consiglio Confederale Nazionale della FENAPI, un appuntamento cruciale che segna il passaggio della confederazione verso una nuova dimensione di condivisione allargata. 

Sotto il claim “Oltre l’individualità! Il sistema Italia tra ipocrisia e realtà”, l’evento, moderato dalla giornalista Valeria Brancato, ha visto la partecipazione di 500 delegati chiamati a ratificare una svolta statutaria senza precedenti. 

Ad aprire i lavori è stata Cristina Triolo, Segretario Nazionale FENAPI, che ha delineato la filosofia della convention: «Un momento di arrivo e di ripartenza. Ogni stagione di crescita richiede il coraggio di aprirsi e costruire. Fenapi intende sempre fare comunità come Aristotele ci ha insegnato con l’insegnamento dell’uomo zoon politikon – ha detto -La comunità rappresenta il luogo privilegiato in cui ha la possibilità di formarsi e dare un senso alle proprie azioni. L’apertura non deve essere considerata una rinuncia identitaria ma come la costituzione di uno spazio comune. Vogliamo un metodo che ci consenta di avviare una cooperazione strutturale in cui le imprese si riconoscano come impresa per creare una rappresentanza capace di incidere. Da qui prende forma la nuova stagione associativa basata su condivisione, responsabilità e visione».

Il Presidente Nazionale, Carmelo Satta, nella sua relazione sulle attività del 2026, ha ricordato con commozione l’amico Michele Pratico prima di lanciare la sfida per il futuro: «Il 2025 è stato un anno significativo in cui abbiamo affidato a Cateno De Luca il ruolo di Coordinatore di FENAPI Group. Questo Consiglio Confederale non è solo un’occasione per ritrovarsi, ma un momento di svolta». 

La tre giorni a Roma, infatti, sarà l’occasione per articolare il nuovo modello di politica, associazionismo e formazione segnato dalla nascita e dal consolidamento del gruppo Fenapi. «Il nostro nuovo progetto nasce dall’esigenza di rafforzare la rappresentanza sindacale, rispondendo alle mutevoli esigenze del mercato del lavoro e delle nuove realtà produttive attraverso un percorso aggregativo che ci consenta di affrontare con successo le sfide future – ha proseguito Satta – FENAPI è un’eccezione nel panorama sindacale. Oggi, con oltre 379.000 associati e una presenza in 92 province, scegliamo di crescere ancora per la convinzione che anima la nostra unica missione: la rappresentanza politico-associativa a supporto del tessuto imprenditoriale diffuso». 

Particolare rilievo ha assunto l’intervento di Federico Martelloni esponente della Segreteria Nazionale Sinistra Italiana: «Questa esperienza trentennale segnala il tentativo di uscire dalla “lunga notte in cui tutte le vacche sono nere” – ha detto nel corso della sessione di lavori – Per troppo tempo, il modello del lavoro costituzionale è stato identificato esclusivamente con il maschio adulto del Nord. È stato oscurato l’articolo 35 della Costituzione, che parla del lavoro “in tutte le sue forme ed applicazioni”».

Cruciale l’intervento di Cateno De Luca, Coordinatore di Fenapi Group, che ha illustrato per la prima volta la metamorfosi dell’organizzazione, presentando all’assemblea gli obiettivi, il percorso e la nuova sede che accoglierà anche fisicamente l’ente. «Segniamo una tappa importante del nostro percorso. Il 2026 aprirà a una nuova fase che segna il passaggio da Fenapi a Fenapi Group, responsabile di aprirsi ad altre organizzazioni eccellenti. È una presa di coscienza che ci ha portato a una modifica dello statuto. Il tempo non si compra al supermercato e se hai una soluzione per usarlo al meglio devi metterla in pratica», ha spiegato presentando il desiderio di dare sede fisica all’ente in una grande struttura.  

Il progetto Fenapi Group si configura come un investimento strategico per le generazioni future e per il raggiungimento di nuovi, ambiziosi traguardi. «Piuttosto che inseguire sogni irrealizzabili, abbiamo pragmaticamente scelto di realizzare un sogno: questo è Fenapi Group», ha dichiarato Cateno De Luca. «Siamo 13 organizzazioni, un numero che rappresenta la fine di un ciclo e l’inizio di una metamorfosi profonda. Il nostro tempo non sarà più destinato a cercare nuove conquiste organizzative isolate, ma a scambiarci esperienze per essere reciprocamente formatori e tutori l’uno dell’altro, con l’obiettivo di aggregare fino a 30 associazioni».

Durante i lavori sono intervenuti i vertici della galassia FENAPI per illustrare i traguardi raggiunti. Giuseppe Bonura, direttore generale della Fenapi, ha sottolineato che «i numeri parlano chiaro: la nostra crescita è esponenziale e ponderata, mettendo al centro la qualità del servizio. L’assistenza è il nostro fiore all’occhiello. Oggi mettiamo in campo la “seconda fase”: i nuovi progetti che ci porteranno alla nascita di Fenapi Group». 

Il dibattito ha dato spazio anche ai vertici della Direzione Generale e degli Enti FENAPI, che hanno illustrato i traguardi operativi raggiunti.

Giuseppe De Luca, Presidente Patronato INAPI, ha illustrato il punto organizzativo 2025 del Patronato, evidenziando il percorso di consolidamento della struttura e l’impegno costante nel garantire qualità e prossimità nei servizi di tutela e assistenza.

 Carmelina Cassaniti, presidente Caf Impresa Fenapi, Cipalf e Vice direttore Generale Fenapi, ha ripercorso la storia della Confederazione, ricordando gli inizi con Cateno De Luca: «La Fenapi di oggi è cresciuta fedele ai valori trasmessi da De Luca e Satta. Andare oltre l’individualità significa che il successo del singolo è il successo di tutti. Il nostro obiettivo è trasformare ogni circolo territoriale in un hub d’eccellenza, garantendo servizi di qualità pari a quelli della Direzione Nazionale», ha spiegato. 

Sull’importanza della crescita professionale e territoriale sono intervenuti anche Concetto Parisi , presidente del Fondo Conoscenza, che ha celebrato i primi dieci anni di «uno degli enti paritetici promosso dalla Fenapi nel 2011 ma riconosciuto nel 2015 – ha detto – Oggi festeggiamo i primi 10 anni di attività celebrati con risultati che ci fanno ben sperare. La sinergia che abbiamo messo in campo è caratteristica del nostro operato», e Pietro Cascio, Presidente CAA Fenapi, focalizzato sul rilancio delle aree interne: «Puntiamo a rendere vitali le zone marginali con investimenti mirati sulla multifunzionalità e sull’agricoltura 4.0, strumenti indispensabili per attirare le giovani generazioni».

Sul fronte dell’innovazione tecnologica e delle competenze, Massimiliano Barbera, responsabile della comunicazione e dei servizi digitali Fenapi, ha presentato ufficialmente l’App, «la prima nel settore a permettere di richiedere servizi e gestire documenti direttamente dal proprio dispositivo». Questo servizio consentirà di ottenere servizi associativi, fiscali e di patronato in modo semplice, veloce e completamente online. 

Domenico Cosentino, responsabile della Formazione INAPI, ha infine ribadito come il capitale umano sia il motore di ogni evoluzione associativa: «L’operatore di patronato non deve essere un semplice data entry, ma un consulente qualificato; per questo la formazione è la nostra sfida prioritaria, affinché la nostra rete possa offrire una consulenza di alto valore».

Nel corso della sessione è intervenuto anche Franco Romeo, che ha esposto la relazione del Collegio Nazionale dei Revisori. 

L’assemblea, al termine dei lavori, ha approvato all’unanimità il Bilancio 2025, un passaggio formale che ha preceduto l’atto politico più atteso: la storica ratifica delle modifiche statutarie che sancisce l’istituzione ufficiale di Fenapi Group.

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