Oltre la separazione delle carriere e competitività delle piccole aziende: Fenapi Group presenta il nuovo modello di “Sistema Italia”
ROMA, 18 Febbraio 2026 – Sono entrati nel vivo i lavori della tre giorni della Fenapi Group all’A.Roma Lifestyle Hotel con l’executive meeting sul tema “Cosa incide del sistema giustizia sul sistema Italia? Andiamo oltre la separazione delle carriere!” che si è tenuto questa mattina.
A introdurre il programma la giornalista Valeria Brancato. La mattinata si è focalizzata sulle tematiche legate all’impatto del sistema giudiziario sul tessuto economico nazionale. Un argomento che è stato sviscerato in tutte le sue sfaccettature attraverso diversi momenti di riflessione.
Il panel, moderato dalla giornalista di La7 Gaia Tortora, ha visto il confronto tra vertici di governo, parlamentari di diversi schieramenti e rappresentanti delle categorie produttive.
Obiettivo della mattinata è stato anche quello di istituire una commissione scientifica che stilerà un manifesto programmatico, delineando le prime proposte per le imprese: ne fanno parte: Andrea Piraino (docente di Diritto Costituzionale, Università degli studi di Palermo), Michele Limosani (docente di Economia, Università degli studi di Messina) Maurizio Ballistreri (docente di Diritto del Lavoro, Università degli studi di Messina), Emiliano Covino (avvocato e presidente del Centro Studi) e Maurizio Bernava (consulente Fenapi).
La Giustizia come motore economico
In apertura, il Presidente Carmelo Satta ha ribadito che l’efficienza giudiziaria è il prerequisito per ogni piano di crescita: “Senza certezza dei tempi processuali, la piccola impresa è destinata alla paralisi. Chiediamo riforme costruite ascoltando chi vive il mercato ogni giorno. Il nostro obiettivo è passare da un’economia di resistenza a una di resilienza collettiva, dove le reti d’impresa e i corpi intermedi tornino a essere protagonisti”.
Il Viceministro della Giustizia, Paolo Sisto, ha confermato la linea del Governo: “La giustizia è un bene comune e un fenomeno economico. Ogni norma ha ricadute dirette sulle scelte dei cittadini e delle aziende. La separazione delle carriere non è una punizione per la magistratura, ma una garanzia di terzietà prevista dalla Costituzione, necessaria per ricostruire quel 94% di fiducia mancante nel sistema”.
La Testimonianza di Cateno De Luca: “Basta Malagiustizia a Orologeria”
Il momento più incisivo della giornata è stata la riflessione conclusiva di Cateno De Luca, Coordinatore Nazionale di Fenapi Group e Deputato all’ARS. De Luca ha ripercorso con amarezza e precisione documentale il proprio “calvario giudiziario”: 15 anni di indagini, 18 procedimenti penali e due arresti, tutti conclusi con assoluzioni piene perché “il fatto non sussiste”.
“Sono stato vittima di un sistema che ha confuso l’intraprendenza imprenditoriale e il carisma politico con l’afflato criminale,” ha dichiarato De Luca, citando le motivazioni della Corte d’Appello di Messina che lo ha recentemente risarcito per ingiusta detenzione.
“Ho speso oltre un milione di euro per difendermi e ho rischiato di veder fallire la struttura Fenapi per sospetti infondati. Se non fossi stato un uomo forte, questi undici anni di ‘non-vita’ avrebbero distrutto chiunque. La vera riforma non è solo separare le carriere, ma imporre parametri temporali certi: chi sbaglia o chi blocca un’azienda per anni senza prove deve risponderne”, ha dichiarato.
La giustizia come parametro di salute economica
Il Prof. Emiliano Covino (Presidente Centro Studi FENAPI) è intervenuto nel corso del panel paragonando la giustizia tributaria a un problema di salute viscerale: “Se il sistema non funziona, l’intero organismo economico si blocca”. L’efficienza non è un optional, ma la condizione essenziale affinché il diritto garantisca la sopravvivenza di chi produce.
Gli fa eco il deputato alla Camera Francesco Gallo (Sud chiama Nord denunciando una giustizia “a due velocità” tra Nord e Sud, e sottolineando come l’arbitrato sia diventato un privilegio per ricchi. “Il piccolo imprenditore rischia il fallimento aspettando anni per recuperare un credito”, ha detto proponendo l’impiego di un maggior numero di collaboratori assistenti per gestire i ricorsi seriali e decongestionare i magistrati.
In collegamento dalla provincia messinese anche il deputato Tommaso Calderone (Forza Italia) che ha voluto evidenziare come l’incertezza dei tempi freni gli investimenti. Oltre a sostenere con forza la separazione delle carriere, ha richiamato l’attenzione sulla cronica carenza di organico nei tribunali e sull’importanza di stabilizzare l’Ufficio per il Processo.
Drammatica la simbiosi fra pubblici ministeri e giudici con “percentuali di accoglimento delle richieste d’accusa vicine al 99%”, secondo il quadro presentato dal legale e docente di diritto penale Carlo Taormina. “La separazione delle carriere è l’unico modo per spezzare la collusione e garantire l’equidistanza del giudice”, ha dichiarato, puntando sulla necessità di una restituzione di dignità alla parità delle armi tra accusa e difesa.
Ancora, Gabriele Tullio (UAI) ha ricordato il costo umano ed economico della giustizia per gli artigiani, costretti spesso a sottrarre risorse alle famiglie per tutelare i propri diritti, Biagio Cefalo(Confederazione Imprese Italia) ha invocato poche regole ma chiare, necessarie per competere in un mercato internazionale che viaggia a velocità doppie rispetto a quello italiano e Nicolò Gambino(ASIM) ha posto l’accento sul crollo della fiducia dei cittadini (94% di insoddisfazione), ribadendo che “una giustizia lenta non è una giustizia giusta”.
In chiusura, è emersa la visione di un nuovo ruolo per le sedi FENAPI: diventare veri e propri “Difensori Civici” e interlocutori diretti della Pubblica Amministrazione. In un contesto dove gli uffici pubblici tendono a svuotarsi e a delegare, i CAF e i centri di assistenza si candidano a gestire non solo servizi fiscali, ma una consulenza integrata che arrivi fino all’assistenza giudiziaria, trasformandosi nel front office essenziale per il cittadino.






